lunedì, maggio 24, 2010

La Lunga Attesa


Qualche anonimo lettore forse si aspettava di leggere le ironiche storie di un neo padre, sclerotico interista. Bé, vi assicuro che ce n'è di materiale da poter elaborare un nutrito racconto, però prima sentivo di dover fare questa premessa.


Ricordo ancora quando, ragazzino, anni fà, in religioso silenzio mi chiudevo in casa a vedere le partite dell'Inter in coppa. Si lo so, caro fazioso tifoso rivale, erano della Coppa Uefa, ma si trattava sempre della "mia" squadra.


Quella che decidi di tifare quando sei piccolo e difendi contro tutto e tutti perchè è la squadra del tuo cuore. Quei colori li difenderai sempre e comunque, anche risultando antipatico, spocchioso od odioso. Bé se con voi lo sono stato, riconoscetemi questa attenuante. Sono un inguaribile romantico. Nella vita ci son due cose che una volta che sceglierai, saranno quelle per sempre: la moglie e la squadra di calcio.


Ora è inutile sottolineare quanto la mia scelta, maturata anni addietro abbia prodotto in me secoli di sofferenza, ma che dire se non... quando la vittoria arriva, dopo tanti sacrifici, ha un gusto particolare e da una gioia infinita.


Consentitemi almeno per una volta la presenza del Pirellone in tribuna, del Mincxxa Moratti, dello Schifo-Schifani o del Rozzo-Russa. Ho aspettato tanto, inghiotto amaro per la loro presenza, ma almeno per una sera, concedetemelo come quando l'ho fatto io con voi quando a festeggiare c'erano il nano malefico e Zio Fester-Galliani, o peggio l'Agnelli Family con annessa Triade.


Nei miei ricordi ci saranno le immagini di splendidi rappresentanti dello sport come Zanetti, in lacrime per il giusto riconoscimento di una carriera ineguagliabile e del suo connazionale Cuchu Cambiasso, con indosso la magica maglia n° 3 del mitico Facchetti. Tutto il resto me lo lascio scivolare da dosso e godo finalmente anch'io delle vittorie.


Il calcio è da prendere per quel che è. La giusta valvola di sfogo di ogni singolo sportivo, che improvvisamente torna ad essere bambino e per una giornata torna a giocare, esultare e talvolta (per me leggi spesso) soffrire. Ci si dimentica un momento di tutto quello che ci tormenta, ci si riunisce con gli amici e si festeggia tra una birra, pacchi di patatine, cartoni di pizza ed il rutto libero. Una sera e poi si torna ad essere quelli di sempre.


Se dovessi soffermarmi su tutto ciò che circola intorno al calcio, probabilmente smetterei di tifare. Toglierei sciarpe e gagliardetti, ma sicuramente avrei una enorme lacuna da dover coprire in qualche altra maniera.


Saluts

Superfly

2 commenti:

fiordicactus ha detto...

Wow! Che lirismo . . .! ;-)
Mi è piaciuto molto questo post! :-)

Complimenti alla squadra e ai suoi tifosi! :-)

Bye bye, R

Superfly ha detto...

Sarà contento il genero Signura!!! :D

L'è andata proprio bé..con tutto che io c'avevo pure due estranei autoinvitati portoghesi a casa (no nessuna parentela col Mister).

Saluts