venerdì, ottobre 05, 2018

Evoluzioni in Famiglia Masc

Salve a tutti,

sono il "piccolo" o meglio non più di tanto piccolo Buddha ad intrattenervi dopo un luuunghisssimo tempo. 
Si lo so, gli ultimi avvenimenti in casa hanno destabilizzato un pò il buon umore del vecio ma alla fine stiamo benone e grazie ai poteri del Fantastico Trio, cioé io, il vecio e la Lazy Girl, andiamo avanti tra fischi e lazzi.



Vi aggiorno su ogni componente del gruppo. 

Il Vecio: Corre ancora. Il podismo come filosofia di vita dice lui, io e la mami Lazy invece lo riteniamo come strumento di puro masochismo. Non demorde, malgrado età ed acciacchi, stringe i denti, non molla. Ha rallentato sulle gare ma minaccia di tornare più agguerrito di prima. Lo riconoscete per l'andatura ciondolante, la gamba destra sbilenca che pare metta la freccia ad ogni passo, cerotti & taping sparsi un pò dovunque addosso, appiccicati alla caxxo.


Lazy Girl: La mami, sempre splendida-splendente. Si lamenta dell'aumento del suo peso ed il suo obiettivo è quello di rimettersi a correre. Ecco pure l'altra. Praticamente avrete capito che spesso mi ritrovo da solo, o esce uno o esce l'altro a correre. Il bello è che poi la sera, davanti alla tv, spesso sono io a dover riportare a letto i due, crollati miseramente dopo le reciproche "intense" attività sportive; praticamente due chiaviche.



Il Piccolo Buddha: Poi ci sono io. Novità dal secolo passato? Si, bé faccio parte di una squadra di calcio delle mie parti ed il ruolo è quello di centrale di difesa, sfruttando la mia altezza. Si lo so, vi starete chiedendo come faccio ad essere alto, guardando i miei veci. Misteri della natura e provenienza di qualche nonno fortunatamente alto in famiglia. Sono cresciuto molto, non solo fisicamente. A calcio il "maestro" è il mio papone che mi ha trasferito molta teoria ma poca pratica, perché correrà anche molto, ma a calcio è uno scarsone. 

La settimana scorsa siamo tornati a sfidarci nel nostro amato campetto. In genere il sabato è sempre libero e diamo ampio sfogo alla nostra innata voglia di pallone. Traducendo, il papi si mette in porta e io mi diverto a sbombardarlo, massacrandolo di bordate e facendolo incavolare di brutto. Si, c'ho il tiro e mi piace sbombardare, ma l'ultima volta gli ho lanciato una sfida. Un Uno contro Uno, sul campetto. Lui ha accettato anche se aveva la solita ricorrenza della corsetta della domenica mattina e voleva tenersi "sano & buono" per il giorno dopo. L'ho tranquillizzato per farlo partire, poi l'ho massacrato. Gli ho rifilato un numero impressionante di tunnel, tant'è che alla fine, all'ennesimo tunnel e probabile tiro finale a porta vuota, esasperato, mi ha placcato alla "Juliano Style", come lui stesso ha definito l'intervento. Mentre mi lamentavo a terra per il fallo, lui mi ha detto, le seguenti testuali parole: "Sappi che in Italia interventi così non ne fischiano... a patto che tu abbia indosso già la casacca da galeotto". Ma vi rendete conto? Mi ha tirato su per principi fondamentali fondati sull'onore, il non mollare mai e su "amala-pazza-inter-amala".

Dopo quell'intervento, in una delle rare occasioni in cui sfruttando la sua velocità, era riuscito miracolosamente a saltarmi e procedeva verso la porta vuota per segnare, ho raccolto i suoi consigli, ho caricato la spalla, ho puntato la sua e  << SPAM >>  l'ho visto volare in terra. L'ho fatto ruzzolare ben bene e ridevo più per la sua faccia stupita che per il capitombolo. 
Dopo avermi subissato di epiteti quali: "Scorretto-seipeggiodiungobbo-vergogna-bianconeroinside- etc etc" Mi ha tirato un bacio e mi ha detto. "Bravo! Da difensore è questo che devi fare. Hai appena buttato giù uno che pesa più di 20 kg di te".
Alla fine potevo non venire su come un interista sfegatato? Assolutamente No. Il papi dice, che ci sarà da soffrire, ma il calcio, come la corsa, è pure questa una filosofia di vita, perché quando le vittorie arrivano, danno più soddisfazione e le senti vere, le senti tue. 

A la prochaine 
L'ex Piccolo Buddha


martedì, agosto 01, 2017

La maratona più lunga

Ciao Vé,

si lo so c'ho messo un pò a farmi sentire, a mettere da parte orgoglio e quant'altro e a riavvicinarmi a te, perché come tutte le cose belle, più le tieni in caldo, più quando ci arrivi ti gusti il momento piacevole.

Ti ricordi quando da piccoli ci scambiavano per gemelli? L'asilo fatto assieme dalle suore dove se non finivi di mangiare, ti mettevano in punizione e non ti facevano giocare fuori con gli altri, obbligandoti a guardarli dall'enorme finestrone che dava sul cortile. Maledette naziste. Maledetto panino con la frittata che mamma puntualmente mi metteva nel cestino, facendomi cascare tutte le volte nel tranello. 
Ci ho messo un pò prima di capire che dovevo liberarmene prima di entrare. Tu invece, coi tuoi grandi occhi verdi, allontanavi con una manina il piatto davanti a te, le guardavi con quello sguardo ipnotico, riuscendo ad addolcirle e puntualmente mi salutavi, mentre ti portavano per mano in cucina a mangiare il loro di pasto, quello buono a base di pollo e quant'altro...

Ogni passo lo abbiamo fatto assieme, inseparabili. Crescevamo e ti dovevo accompagnare per allontanare "ragazzacci male-intenzionati" e così abbiamo condiviso amici, risate, sofferenze, studi e tutto quello che ancora non ricordo. 
La testolina di famiglia. Piccola ma gagliarda, forte, intelligentissima. 

Poi tu hai fatto delle tue scelte che per gelosia e altro non ho condiviso. Le nostre strade si sono divise e ci siamo sentiti sempre meno. 
Sono assalito da sensi di colpa, di non esserti stato troppo vicino, di non averti protetto come i nostri "vecchi" avrebbero voluto. Non so se la cosa era possibile, mi conosci, sai che il non essere riuscito neanche a farlo mi fa stare male.

Ora rimangono strozzate in gola tutte le parole che non ti ho detto e le porterò dietro con me, come un bagaglio fatto di pietre che renderà il resto della mia "corsa" ancora più duro. 

Il fatto che ancora una volta il destino ha voluto portarti lontano da me, come prima con i nostri genitori, non toglie il fatto che ti sono stato vicino e spero che le ultime parole che ti ho sussurrato alle tue belle piccole orecchie, ti siano giunte. 
,
Te ne sei andata con il tuo stile, prima sorprendendoci tutti e poi dolcemente in punta di piedi, in poco tempo, senza recar troppo disturbo, raggiungendo il tuo ultimo intento, quello di farci riavvicinare tutti.
Si lo so, non ce la facevo proprio a star zitto, dovevo scrivere per forza. Lo sai, mi conosci. So che la cosa ti fa incazzare da morire, sei fatta così e mi piace davvero tanto.


Ora ti vedo di fianco a Peppe, in fondo eri la sua preferita, non poteva che essere così. Vedo mamma sorridere ed ora abbiamo una bella squadra di angeli protettori di tutto rispetto in quel Paradiso.

Ciao Vé, ti voglio un mondo di bene.




mercoledì, febbraio 11, 2015

Re-Start

 
....avevo abbandonato questo spazio personale, un pò per la mia innata pigrizia, un po' per gli ultimi avvenimenti che hanno cambiato in maniera sostanziale la mia vita.
 
La vita è così va assaporata ogni istante perché quello che è  un momento felice, può disperdersi in un attimo. Così la sera quando accarezzo la testa del piccolo Ricky e mi piace sentire il profumo dei suoi capelli o l'odore di "caccinetto bagnato dalla pioggia" quando torna dalla partita  di calcetto-garage con gli  amici vicini, oppure quando la mogliettina si accosta la sera sul divano, toglie la molletta dei capelli e accosta la testa alla mia spalle per addormentarsi davanti alla tv, me li prendo tutti questi momenti e ringrazio la divina provvidenza per avermeli concessi.
 
L'ultimo post mi vedeva correre da casa per raggiungere i pressi di casa di mio padre. Ecco, questa è una delle cose che è improvvisamente e brutalmente cambiata, come un colpo di vento che porta un gran temporale, il nonno Peppe se n'è andato, soffrendo un male tanto aggressivo quanto bastardo e come tutte le cose negative, non ha avuto il buon senso di avvisarci, permetterci di organizzarci a me ed i miei fratelli, travolgendoci e lasciandoci sconvolti, sfiniti e terribilmente soli.
 
Si, soli, perché situazioni del genere ti permettono di comprendere efficacemente quali sono quelle persone su cui puoi contare, che spontaneamente avvertono il tuo stato di bisogno e si muovono anche semplicemente per farti sentire la loro vicinanza e chi invece no. Rimane quel senso di amarezza da parte di alcuni parenti ed "amici" risultati completamente assenti ed irreperibili; attenzione parlo di amarezza e non di sorpresa, in quanto non mi aspettavo nulla di diverso ma, nella mia eterna ingenuità e bontà d'animo innata, rimango basito da certi atteggiamenti  verso i quali vedo la costruzione di personalità esecrabili.
 
Una cosa l'ho capita bene dagli insegnamenti dei miei genitori: quando diventi padre gli occhi di tuo figlio sono piazzati su di te 24 ore al giorno, anche quando pare non ascoltarti o non vederti  e prende te come modello. Ti studia, ti imita, ti ama e un domani ripeterà quello che gli hai trasmesso volontariamente o non e un domani sarà lui a prendersi cura di te, sempre che tu sia stato bravo a trasferirgli certi valori.
 
Tutto questo mentre l'attività per cui avevo speso anni di sacrifici, lotte e ore di lavoro si andava sbriciolando in mille pezzi e mille danni, lasciandomi a terra anche da un punto di vista economico e tutto questo nel momento meno opportuno degli ultimi secoli.

Sono considerazioni che ho tenuto dentro di me a cui spesso torno a pensarci. Quando le persone vicine a me, osservandomi, mi chiedono dove sono, a cosa penso e che volto tirato ho, ecco, sono queste le cose a cui penso e soprattutto che mi mancano mostruosamente i miei genitori, due persone meravigliose ed uniche. Quando delle persone risultano essere tanto speciali è più difficile colmare la propria assenza e soprattutto procedere nella quotidianità in completa autonomia, ma ora sono padre ed ho una grande responsabilità, quindi devo crescere, reagire e lottare ogni istante, ogni ora, ogni istante, per me ma prima di tutto per la mia famiglia.

Si dice in genere che grandi cambiamenti, stravolgimenti, offrono opportunità di crescita e sviluppo. Bon, essendo una persona che non si è mai lamentata, ma ottimista di natura, ci provo, ci sono, mi rialzo e riparto da qui, da questo spazio aperto, pubblico a cui chiunque può accedere e conoscere la  mia storia, perché in fondo la fam. Superfly sta bene, è sempre più unita, è un piccolo nucleo che non molla mai e che ha tante storie divertenti ancora da raccontare.

Il Sup è tornato (ma chissà poi per quanto? Boh, dipende dalla voglia di scrivere & condividere).

Saluts


domenica, luglio 28, 2013

Un'idea che mi frullava per la testa


Sottotitolo: "Ai ev' a drim"

La corsa, un momento fondamentale talvolta, per rimanere soli con se stessi, riflettere sui propri problemi, favorire quel processo di apertura mentale, dare delle valide risposte, ripartendo alla grande.

Chi corre non si da mai per vinto, ma riesce a trovare in ogni singola giornata, un motivo, una piccola sfida da combattere e vincere.

Ultimamente avevo un'idea che mi frullava per la testa; quella di partire da casa, il mio attuale "rifugio personale" fino a raggiungere correndo quello della mia infanzia, ovvero casa di mio padre a Grottammare, ma non scendendo subito per la costa, bensì seguendo tragitti collinari. 


E' stato così che alla fine mi sono deciso. Contrario ad appiattire la passione che ho per la corsa, limitandomi a percorrere ogni singola giornata gli stessi itinerari, ho deciso di realizzare questa idea. 


Per l'occasione ho scelto la giornata più calda dell'anno, se non la più calda di sempre dalle nostre parti, però sono partito presto, approfittando della leggera brezza mattutina. I percorsi coperti da piante e da alberi, mi hanno aiutato a sopportare l'arrivo del caldo. Pazzo? Incosciente? Esaltato? Potrei facilmente rispondere che il tratto reso buio dalla vegetazione del Bosco Merli ed il fresco regalatomi durante il mio impegno è stato unico, per non parlare della distesa di girasoli che mi ha  accolto al suo ingresso. 

Mi pare scontato menzionare l'emozione quando, malgrado fossi madido di sudore e stanco, la vista dall'alto del mio mare e della costa che avrei raggiunto mi ha riempito il cuore di emozione e mi ha caricato per l'ultima fatica prima di giungere all'obiettivo finale. 
Io preferisco godermi il sole così e non passivo come una larva a sudare sotto un ombrellone. 

La parte più complessa è stata quella finale, quando la strada, oramai in discesa, si è scoperta completamente al sole fino all'arrivo. Sono arrivato sfinito, anche per la mancanza di fontane d'acqua nel tragitto finale, ma soddisfatto. 

Al termine ne ho approfittato per un tuffo al mare, per rigenerarmi un pò ed avevo davanti ancora tutta la giornata da consumare.

Saluts
Superfly

martedì, giugno 11, 2013

Road to Happiness


Una frase di una nota marca di capi di abbigliamento sportivo, recitava qualche anno fa un mantra del genere: "Go Big or Go Home". Breve, coinciso, suggestivo quanto basta per chi cerca la spinta per uscire di casa e iniziare a fare qualsiasi tipo di attività sportiva per sentirsi vivo e mettersi in forma. 

Io e la mia Lazy Girl lo stiamo facendo, scrollandoci dalle spalle un periodo duro, loschi personaggi, e riprendendoci la nostra onesta & modesta vita. 
La corsa è come la vita. Si affrontano momenti di difficoltà, crisi ed attimi in cui credi che l'unica cosa da fare sia abbandonare. E' a quel punto che realizzi su chi puoi veramente contare. L'aiuto può arrivare dalla persona che non ti aspettavi, mentre da altre puoi raccogliere pessime delusioni che ti segneranno profondamente. Benedico tutti i momenti di crisi che ti permettono di comprendere chi è buona cosa avere attorno e chi invece è meglio liberarsi per sempre. Nel frattempo, mi rialzo dopo l'ultima crisi e ricomincio a correre, con rinnovata e insperata forza.

Considerato che non posso vivere senza una degna colonna sonora "giro" la mia attuale Running Compilation. E' un prezioso regalo, mi raccomando, fatene buon uso! (il passo spedito è assicurato).

1) Jimmy Eat World-coffee & cigarettes

2) Black Pistol Fire - Cold Sun

3) Gary Clark Jr - Don't Owe You A Thang

4) Yeah Yeah Yeahs - Mosquito

5) Uncle Acid & the Deadbeats - Evil Love

6) Bloc Party - v.a.l.i.s.

7) Fitz & The Tantrums - The Walker

8) Bastille - Pompeii

9) Turbo Fruits - Ain't the Only One Havin' Fun

10) Tom Morello - Black Spartacus Heart Attack Machine

...e occhio a non volare.


















Saluts
Superfly

giovedì, maggio 09, 2013

Amo fatto er botto


Sottotitolo: "Guida su come non gestire (mai) una squadra di calcio".
Ho un'esperienza consolidata in giochi manageriali sul calcio e, soprattutto anni di sofferenza come tifoso interista, da poter essere considerato un vero e proprio esperto in materia. Oggi mi sento di poter finalmente affermare che...il Presidente Pellegrini (il cui nome poteva simboleggiare gestioni caratterizzate da alti e bassi) in fondo non era poi tanto male. Aveva meno soldi, poche persone competenti attorno, ma di errori, in rapporto a  investimenti effettuati, non ne ha commessi così tanti come l'attuale "Dente Giallo". Caro Stramaccioni, parlo a te con la franchezza di un tifoso spassionato ed un amico fraterno, per aver accettato con avventatezza e spregiudicatezza un ruolo che odorava ad un miglio di distanza, come una carogna morta da più di un secolo. Ho avuto il sentore da subito che la nomina di un giovane allenatore della squadra primavera, con accento spudoratamente "romà", seppur bravo, promosso in prima squadra, rappresentava non una intuizione del Presidente, come voleva far credere ai media e all'ambiente, ma un progetto di "snellimento" economico (leggi pochi debiti), che ha di fatto impoverito tecnicamente la squadra, affinché potesse essere ceduta con maggiore facilità.

Si lo so, er Presidente t'ha difeso e continua a farlo, "Stamaccioni è bravo de quà, nun se pò toccà, nun me lo menzionà, resta là, ecc.." ma lo sai Stramacciò, quanti allenatori cacciati c'ha ancora in busta paga er Presidente?? Sai quanto sto scherzetto ha gravato sui bilanci, oltre alle altre minchiate fatte??

Te, caro mio costi poco, e a mettercene un altro, non ce lo freghi più. Fossi in te per il prossimo anno mi guarderei bene attorno. Certo, non hai tanti rimproveri da farti. Hai chiesto dei giocatori che non ti sono stati dati. L'unica volta che in dirigenza ti sono stati a sentire, sono arrivate due mega pippe come Kuzmanovic e Schelotto il rissotto. Poi abbiamo capito perché. Il primo era in odor di scadenza di contratto ed è un parma-cotto, l'altro serviva per sbolognarsi dall'ambiente nerazzurro l'ennesimo ragazzetto rissoso (Livaja) che si sente già un campione e riesce a far botte pure con le mosche che gli ronzano attorno, quindi meglio farlo maturare altrove.

Fatto sta che quest'anno siamo stati costretti ad iniziare prima il campionato per partecipare  all'Europa League, con una rosa ridotta all'osso per poter ridurre i costi di gestione. Questo fattore  ha portato al logoramento dei giocatori più anziani e pian piano anche degli altri, che non hanno avuto modo di rifiatare. E allora, arrivo al dunque; sono qua i tuoi errori...dov'è l'inserimento ponderato e strategico dei giovani in prima squadra, che TU hai allenato?

Naaa, non ti giocare l'inserimento delle ultime giornate dettate da pura necessità dei tre ragazzetti scesi in campo. I giovani entrati si sono dimostrati pronti (vedi Benassi; Garritano e Pasa) e allora girano le balle Stramacciò, perché da te ci si aspettava vederli prima, ovvero dopo la sosta natalizia.
Per la cronaca: Duncan sta facendo stravedere al Livorno e Samuele Longo a far panca in Spagna all'Espaniol (punta centrale che c'avrebbe fatto comodisssimo al posto del cadavere Rocchi).

E' lì che hai fallito ed è lì che i tifosi nerazzurri si sono disinnamorati di te e del presunto progetto di ringiovamento della squadra, è lì che anche il vecchio leone (Oh Capitano, mio capitano) ha perso la pazienza e dopo il suo brutto infortunio non parla più con lo stesso entusiasmo di te come all'inizio.

Emblematici sono stati gli scontri con la Roma, verso un allenatore che professa il tuo stesso tipo di calcio. Attacco-spettacolo-schemi, ovvero Zeman. Ecco, malgrado al "vecio" le cose non siano andate brillantemente e la Roma in questo campionato si sia caratterizzata da andamenti altalenanti, ha avuto, comunque, il merito di lanciare diversi giovani che domani rappresenteranno l'ossatura della squadra.
Squadra che corre e fa bel gioco, quando gli va, e soprattutto, negli scontri diretti con noi, Stramacciò, c'ha fatto un culo storico e forse lì, con un briciolo di modestia si poteva trarre lo spunto per migliorare...

Ps- Sei bravo nella costruzione degli schemi d'attacco che dimostri di far osservare ai tuoi giocatori in allenamento, ma la stessa cura non la noto quando subiamo l'azione. Non vedo preparazione da parte dei centrocampisti di contenimento e dei difensori che puntualmente vengono infilati con estrema semplicità dagli avversari. C'era un allenatore che frequentava gli stessi ambienti qualche anno fa che affermava che una squadra vincente si costruisce dalla difesa ed infatti organizzava minuziosamente l'organizzazione difensiva. Quell'allenatore ha vinto il triplete. Vatte a rivedè due cassette Stramacciò.

Saluts
Superfly

lunedì, aprile 22, 2013

Non c'è peggior sordo di chi non vuol ascoltare

Ricordo con un briciolo di nostalgia le massime del mio dentista della mia infanzia. Parlando della popolazione locale (ndr. verso l'interno...) la definiva "come la mortadella" in quanto "metà asino e metà maiale". Quando pronunciava la parola maiale, spalancava letteralmente la bocca per dare maggior enfasi al significato delle sue parole.
Ai tempi gradivo soltanto il fatto che ero consapevole non si rivolgesse a me o alla mia famiglia, che non mancava di lodare, in quanto, riteneva, avessimo un certo spessore ed una discreta educazione. Più di una volta, in sala di attesa l'avevo sentito sbraitare contro famiglie che gli avevano portato bambini dopo la consueta merenda pomeridiana a base di zabaione. Io tremavo letteralmente, nell'attesa del mio turno e pensavo di veder uscire il bimbo su di una lettiga ridotto a brandelli di carne.
In realtà, oltre alla buona abitudine di lavarmi i denti, non ho mai avuto la passione per i dolci e questo fattore mi ha salvato dalle grinfie del mio Herr Doctor.
Pensando a quella affermazione oggi, conoscendo meglio la popolazione delle mie parti, che altro non è che una fotografia nel piccolo di quello che è la popolazione italiana nelle sue abitudini e nelle sue convinzioni calcistico-social-politiche, non posso che dargli ragione e apprezzarla di più.
Herr Doctor, sarò probabilmente l'unico di quei bimbi che pur tremando sul lettino con la bocca spalancata, la ricorda con un pò di nostalgia.
Comunque sia dalle mie parti (la "coda" della Regione Marche) si vive bene, il clima è mite e qualcuno ha ancora il coraggio di affermare che la qualità della vita sia da considerare "alta", si forse per un anziano con la garanzia della percezione di una buona pensione. In realtà  il lavoro si fatica a trovarlo, anzi proprio non c'è e ci si ingegna veramente ad inventarsi qualcosa. e anche coloro che, per buona dose di fortuna e di competenze, per tempo, è riuscito a trovare un lavoro "stabile" oggi trema. Ha paura perché i consumi si riducono drasticamente e così anche il fatturato della propria azienda, ma di certo non cala l'ammontare dei costi con i quali giornalmente bisogna fare i conti.
E allora quelle considerazioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni della nostra storia, dove per le nostre imprese la politica più giusta era quella di abbattere l'ammontare dei costi, delocalizzare la produzione in quei Paesi stranieri dove le condizioni (e il relativo regolamento normativo sul diritto del lavoro) sono più favorevoli, ha portato ad un rapido impoverimento della base, portando il ceto medio della nostra società a braccetto con quello povero.
Ora coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato, che nel nostro Paese sta facendo la fine del Tirannosauro, ovvero incontro ad una prossima estinzione, ha paura che in questa politica del risparmio praticato dalle aziende ci si finisca prima o poi dentro come un grosso buco nero in grande espansione.
La trappola è quella di dedicare disponibilità temporale e fisica ai propri superiori nel tentativo di ritardare il più possibile tale conseguenza, senza comprendere che tale scelta porta lentamente ad una forma di schiavismo, senza neanche rendercene conto (e la cosa non esclude affatto un potenziale futuro taglio a favore di nuovo personale più malleabile, fresco di competenze e con addosso un contratto finalmente più "flessibile").
E a me la cosa fa incazzare profondamente. Sono anni che "recito" nei corsi di formazione professionale dell'importanza delle risorse umane. Il profitto è coinvolto in primis dall'influenza del personale, messo nelle condizioni di poter lavorare adeguatamente e stimolato dai propri dirigenti come parte integrante del successo aziendale, vero Marchionne?
Quale potrebbe essere il personaggio da paragonare al Marchionne di oggi, per dare un senso a questa discussione? Bé io cito sempre Henry Ford, considerato uno dei maggiori economisti mai esistiti, nonché fondatore dell'omonima casa automobilistica la cui massima ancora oggi attualissima riportava più o meno così:
"I miei operai? Devono essere quelli pagati di più degli altri. Perché? Semplice, devono essere in grado di acquistare le mie autovetture". 

Certo è che fino a quando in questo Paese avremo rappresentanti politici così distanti dalla realtà economica e sociale e anche così poco preparati, le cui uniche iniziative sono state quelle di tirare ancor di più la corda ad una cittadinanza sul ciglio della povertà, senza alcuna iniziativa a favore dell'impresa e fino a quando avremo dirigenti alla Marchionne le cui lodi sono da attribuire al denomeno della delocalizzazione (ah proposito, complimenti per l'andamento delle vendite della cinquecento in USA), ci sarà poco da sperare.

In tal caso rimangono poche alternative. Le uniche sono quelle di scendere in piazza come fecero i nostri genitori per riprenderci questo Paese e ripartire come il dopo guerra con tanta buona volontà e rappresentanti politici competenti con un forte senso di appartenenza allo Stato.

Hasta Siempre
El Sup.