martedì, aprile 14, 2009

Living fully immersed in a bath

Salve a tutti ragazzi,

ancora una volta è il piccolo di casa a scrivervi. Voglio informarvi sulle recenti vicissitudini di casa Superfly; ce ne sono state tante, varie e dal discreto contenuto emotivo.


Tutte queste emozioni ruotano attorno a me. Dovete sapere che le tante sospirate paroline che dovevano provenire dalla mia bocca, risultavano essere spesso del tutto incomprensibili. Parlo parlo, ma non si capisce granché di quel che dico; strano perchè in realtà comprendo realmente il significato di ogni singola parola, fatto stà che quando mi tocca pronunciarle escono un pò così, naif, strambe.


Questo fatto ha messo in preallarme principalmente mamma Lazy che si è subito rivolta al nostro "pediatra di fiducia" ossia quello bravo che ha tirato su il papone ed i suoi fratelli...



Ecco, taccio sul livello della sua bravura, ma non sugli effetti che ha provocato sui miei vecchi, i quali dopo l'appuntamento risultavano essere molto provati. Il pediatra aveva diagnosticato, in maniera risultata poi troppo approssimativa fortunatamente, un difetto congenito che poteva consistere ina una dislessia o dislalia, se non qualcosa di più grave a livllo neurologico.

La sera il papone Sup mi stringeva a sè più forte del solito ed estremamente disponibile a tutte le mie idee di gioco-distruzione nei suoi confronti. La mamma aveva un'aria tristissima e continuava a guardarmi con occhi pieni d'amore.

Successivamente siamo andati da una neuropsichiatra infantile dell'ospedale civile del nostro paese, che oltre a risultare una buona professionista, è anche molto simpatica, tanto da farmi giocare sul tappeto del suo ufficio, colmo dei più svariati, colorati e rumorosi giochi.


Ci ha consigliato una visita dall'otorino e così è iniziato il nostro iter ospedaliero tra visite, controvisite, esami da parte di diversi dottori. La visita dall'otorino, un curioso quanto bravo dottore, ci ha aiutato. Ha azzeccato la diagnosi, liberando i miei due veci da quel peso che portavano ormai da diversi mesi sulle spalle.


Pare che io parli male non per un difetto congenito, ma in quanto ho le orecchie piene di cerume. Qualche anno fà ho avuto una brutta raffreddatura e pare che un collega del pediatra, per la precisione il primario del reparto, non si sia accorto della cosa..........vabbè, lasciam perder...

Dagli esami fatti è risultato che io senta all'incirca per il 30% delle normali capacità e la cosa è capitata purtroppo durante il periodo in cui un bimbo sviluppa la parola.

E' un pò come quando immersi nella vostra vasca da bagno, vi immergete con la testa sotto l'acqua ad ascoltare i rumori fuori. Ecco bene, fate una prova, fate entrare qualcuno in bagno che vi dice qualcosa. Fatto?? Ok, cosa avete capito?? Ora potete immaginare come io abbia potuto comprendere le parole delle persone che avevo vicino!



Ho visto tirar un fiato di sospiro anche dal pediatra a leggere gli ultimi esami che ho fatto. Non c'è nulla che non vada, testa sana, orecchie sane.

Ora i veci han ripreso colore ed io recupero il gap accumulato nel frattempo con gli altri bimbi. Nel frattempo devo rimpizzarmi di medicine dal sapore a dir poco DISGUSTOSO, ma lo faccio con impegno, non rifiutandomi mai, pur di vedere il viso soddisfatto e felice dei mei due veci!



In gamba gente
Little Buddha

venerdì, aprile 10, 2009

Sostegno



Significato della parola "sostenere": Dare forza a qlcu., sia in senso fisico che morale: "il tuo ricordo mi sostiene"; dare il proprio appoggio a qlcu. o come ad un amico in difficoltà.....

Siamo nel pieno delle festività pasquali e non ho la voglia nè tantomeno l'entusiasmo per festeggiare. Oggi il mio pensiero è ad una Regione speciale, l'Abruzzo con cui "confino" e di cui conosco diverse persone.
Gente allegra, disponibile e sempre pronta a dare una mano. Sento con enorme sofferenza le notizie che provengono dall'Aquila e dalle località vicine a seguito del terremoto del 6 aprile. Vedo la sofferenza delle persone he hanno perso la casa, il lavoro o peggio un familiare.

Queste notti sono caratterizzate da continue scosse che anche noi abitanti della parte bassa della Regione Marche avvertiamo con una certa intensità e ci chiediamo quando finirà questa tortura per la povera indifesa gente dell'Abruzzo.



In questi momenti penso che anche una parola di conforto sia ben accetta, serve a non far sentire sole queste persone. Mi infastidisce tanto sentire l'indifferenza, l'insensibilità e l'apatia di molte persone.
Non sopporto l'imperturbabilità di chi, lontano, non si ritiene parte coinvolta e pertanto ritiene inutile dare qualsiasi tipo di conforto o sostegno. Lo trovo estremamente stupido come atteggiamento anceh se non mi stupisce poi più di tanto di fronte ad un Paese caratterizzato ormai da diverso tempo da spaccature e confini territoriali che di fatto non ne fanno un Paese unito.

Ho apprezzato la vicinanza delle Istituzioni, la presenza del Governo e del Presidente della Repubblica. E' importante far sentire alla gente che il Paese intero è vicino alla popolazione....si ma....chi è mancato oggi ai funerali?? Chi ancora non si è fatto sentire vicino a questa gente?? Pensateci un attimo e riflettete quando decidete di devolvere l'8 per mille a qualcuno!

Buona Pasqua

martedì, aprile 07, 2009

Pensiero Profondo


Salve a tutti remoti e improbabili lettori,

ecco una telegrafica elencazione di tutte le cose che mi fanno stramaledettamente incazzare, ed oggi lo sono parecchio. Via dunque alla rassegna:



1) Odio quelli che propinano quiz idioti a quantità industriali dal contenuto estremamente demenziale e assolutamente inutile (vale di più farsi una passeggiata fuori all'aria aperta)

2) Odio quelli che di fronte ad una notizia di cronaca drammatica, si mettono a riportare dati statistici di altri eventi molto più gravi.

3) Odio tutti quelli che fino a quando non pestano la merda per strada, è giusto che sia ovunque.

4) Odio gli ipocriti e tutti quelli che nascondono la propria persona dietro una maschera

5) Odio chi è volutamente idiota

6) Odio chi ascolta la Pausini (questa è una cosa mia, cazzo è necessario ed importante iniziare ad ascoltare buona musica!)

7) Odio Povia e le sue canzoncine del cazzo

8) Odio i capelli posticci del Masini

9) Odio il nano malefico e le sue terrificanti gaff

10) Odio Mughini che ancora non ho capito che cacchio ci capisca lui di calcio e tutti i pseudo acculturati del menga che scrivono libri orribili che avrebbero una maggiore funzionalità se fossero stampati su carta morbida.

11) Odio i giornalisti leccaculo della tv di stato, in primis quelli svolazzanti

12) Odio i comici della tv che fanno una satira volgare, stupida, piatta e banale.

13) Odio gli italioti che passano gran parte del loro tempo davanti alla tv abbandonandosi arrendevolmente alla volgarità di programmi di basso rango, di trasmissioni politiche condotte da giornalisti azzerbinati al potere, tanto da finire poi con l'assomigliare a tante marionette tutte uguali.

14) Odio Ratzinger che in Abruzzo spedisce preghiere ma non scuce neanche un euro dell'immenso patrimonio dello Stato Vaticano!

15) Odio gli opinionisti della tv, che non si sa che cazzo di studi hanno fatto per fare poi gli esperti.

16) Odio gli Sgarbisti, braccia tolte alle miniere di carbone.

17) Odio te, che stai leggendo questi punti con aria critica e non sei d'accordo, 'fanculo chiudi e va altrove beota!

................................................

vabbè, per oggi basta così, già mi sento meglio


Buona Giornata
Superfly

domenica, marzo 29, 2009

Favola di Primavera


Fare il papà non è ruolo facile, più difficile ancora è farlo unitamente a quello dello zio, quando di pargoli, dopo il forcing culinario della domenica dalla suocera , te ne trovi tre davanti che ti chiedono:

Dolce Chiara: - "Zio ci racconti una favola?"



Ecco...la favola! Già faccio fatica a tenè gli occhi aperti dopo l'abbuffata e mò che je racconto a sti bimbi ora?? Che me invento??

Zio Svogliatus: - "Sse..allora c'era una volta"...



Teppa George: - "Si Ciccirivolta che cantava una canzone!"



Zio Svogliatus: - "Eh no Giò, se iniziamo così non m'aiuti! Allora c'era una volta"....



Teppa George: - "Ciccirivolta che cantava una canzone!"



Zio Svogliatus: - "Ma porcaccialazozza! Sta bono! Allora ve l'ho raccontata quella di Pollicino??"



Dolce Chiara: - "Massì zio, e pure quella di cappuccetto rosso, del gatto con gli stivali, della bella addormentata nel bosco. Dai raccontacene una nuova, di quelle che t'inventi te!



Zio Svogliatus: - (tra se e se) Ecco...mo sto messo bè! La fantasia sta a zero...che m'envento?? "Massì vi racconto quella del piccolo rimorchiatore che..."



Dolce Chiara: - "...un giorno si avventurò nel mare in tempesta a recuperare una grande umbarcazione! Ziooooo, ce l'hai già raccontata!"



Zio Svogliatus: - "Morrrrtacci de Pippo! E allora mo che ve racconto?? Uff....se si potesse azzardare, a variare e raccontare qualcosa di nuovo che ne sò tipooo....


.....C'era una volta una bella Principessa che qualche anno prima era stata liberata dal principe azzurro da una bruttissima strega dagli immensi poteri ed armata di un ferocissimo drago sputafuoco chiamato Dellutro.

Il principe, impavido di fronte al pericolo, s'era liberato in poche mosse del mostro, aveva rinchiuso la strega dentro un pozzo ed aveva liberato la splendida principessa. Bello e forte, lasciava tutti a bocca spalancata per la sua possente figura che si ergeva in cima al suo meraviglioso e velocissimo cavallo, avvolto dalla sua lucente dorata armatura.


Aveva liberato la principessa di un Regno di un piccolo paese e, così aveva conquistato il suo cuore. Decisero di vivere felici e contenti per tutti i restanti giorni della loro vita, o almeno così si auguravano, come in genere avviene in tutte le favole, solo che in questa, cari miei, la storia continua.



La regina ebbe un parto gemellare e improvvisamente il valoroso cavaliere si ritrovo padre di famiglia di una squadra di calcetto. Ben sette figli e tutti maschi!

Da quel giorno non riusciva più a chiudere occhio la notte! Non c'era sera in cui non ne piangesse almeno uno. Se uno dei sette dormiva, sicuramente uno degli altri piangeva disperato, ma era più facile che a farlo fossero poi alla fine tutti e sette.

Non solo, ma ogni volta che tornava esausto da qualche guerra con streghe, orchi e bifolchi, draghi e brutti prepotenti, anzichè potersi abbandonare sul divano del suo amato castello a riposare, veniva assalito dai sette pupi indemonati che volevano giocare col papi appena tornato a casa.

Fu così che come cavaliere cominciò a non azzeccare più un colpo. Non gli riusciva più di ammazzare manco un draghetto, una tartaruga o che ne sò una lucertola! Era davvero sfinito e tornava a casa spesso sconfitto, distrutto, senza forze, con l'armatura ammaccata, bruciacchiata, annerita da qualche battaglia che aveva visto vittorioso qualche mago o un draghetto di periferia.


Il lavoro, visti i risultati, cominciava a scarseggiare. La concorrenza era schiacciante e c'erano ormai tanti cavalieri molto più giovani, gaiardi, freschi e riposati di lui, pertanto nessuno pareva ricordarsi dei suoi servigi ne sapeva cosa farsene; anche i paeselli più piccoli, di fronte alle incombenze economiche del nuovo secolo, preferivano tenersi in casa i loro stregoni ed i loro draghi piuttosto che i malandati servigi di un cavaliere alquanto inaffidabile.


Malgrado ciò c'era l'amore a trionfare e non c'era sera in cui la principessa non gli curasse le sue ferite, o gli facesse un piediluvio, o gli riparasse a colpi di martello la sua armatura e lo tranquillizzava dicendogli: "Non ti preoccupare, vedrai arriveranno giorni migliori!"



Nel frattempo il principato che aveva ereditato maritandosi con la giovane principessa, cadde in disgrazia. Immerso nel cuore del Paese, umido e freddo per ben 12 mesi all'anno, i cittaddini pian piano si trasferirono in posti più caldi, fertili e ricchi, comportando l'abbandono e la decadenza del fu glorioso Regno!



Praticamente il neo Re e la Regina si ritrovavano ad avere un tenore di reddito pari a quella di un impiegato dei tempi nostri con un mutuo sulle spalle. Tra l'altro il tempo passava e la coppia nobile si trovò nella necessità di ristrutturare il palazzo reale, spesso e volentieri messo a dura prova dalla enorme capacità distruttiva dei sette neonati scagazzanti!

Allo stress della modesta vita da casalinga la Regina non era preparata, così una sera, durante la solita pietanza a base di pasta & fagioli, di fronte alle solite lamentele dell'ingrato coniuge/cavaliere prese coraggio e manifestò tutto il suo malcontento!

La Regina non era soddisfatta, non si sentiva realizzata. Aveva risposto ad un annuncio come Operatrice Sociale ed aveva trovato un impiego. Il giorno dopo avrebbe preso a lavorare!

Giammai rispose il Re. Non s'è mai visto una Regina che va a lavorare! Ma c'era bisogno di sghei per far fronte alle spese di ristrutturazione del castello: salotto, camera bimbi e gabinetto annesso; così il giorno dopo la Regina, a prescindere dell'opinione del suo consorte, prese a lavorare e si sentì dopo tanto tempo, finalmente motivata, euforica, piena di energie tant'è che il lavoro prese subito una buona piega e tutti sembravano richiedere i servigi della Regina come consulente sociale, piuttosto di quelli eroici del consorte/cavaliere!

Tant'è che alla fine la paga nel regno iniziò a portarla la Regina più che il Re, il quale cadde in una irreversibile situazione di depressione post anni gloriosi e passava le sue giornate a sbronzarsi all'osteria ricordando i fasti di un tempo.

Dopo non molto tempo, la Regina stufa dell'eterno oziare del consorte, indispettita della totale scomparsa di attenzioni nei suoi riguardi, gli diede il ben servito e lo mollò. Fu così che la coppia reale si separò e alla Regina andarono le proprietà del Regno e la custodia dei sette trofelli, ossia i gemelli che a forza di mangiar avevano assunto le sembianze di sette maialini ben torniti, tanto brutti quanto dispettosi ed antipatici. Al Re andò il suo glorioso cavallo, che dopo diversi anni era ormai vecchio, stanco e ridotto quasi quanto un pessimo somaro, ed un bel calcio in culo per "motivare" quanto prima il fatto di togliersi dai coxxxxi.


Dolce Chiara: - "Zio ma questa storia fa schifo!"


Zio Svogliatus: -"Eh zio ma le cose non vanno sempre come uno desidera che vadano! L'importante è non dimenticarsi delle cose importanti, tipo non smettere di volersi bene anche quando il destino non fa girar le giornate per il verso giusto. Se vuoi amore, non smettere di dare amore"

Teppa George: - "Zio ma fa schifo lo stesso! Era meglio quella di Ciccirivolta che cantava una canzone!"

Zio Svogliatus: -"Vabbè ho capito, si gioca a carte??"

Teppa George: "Siiiiiiiiiiiiii!"

Zio Svogliatus: -"Asso PijaTutto o Rubamazzo??"

Teppa George: "Rubamazzooooooooo"

Zio Svogliatus: -"Eh namo col rubamazzo. Ah Giò, nun fregà eh??"

Ps- il racconto non si riferisce a nessuno in particolare, ne tantomeno è lontanamente autobiografico, però è tanto reale che mi fa venire i brividi.....perchè creare una realtà fittizia e neanche credibile in un bambino?? Siamo sicuri sia la strada giusta?? Mah, intanto vado in un negozio di fiori e compro una rosa per la consorte!



Ciauz
Superfly

venerdì, marzo 06, 2009

Duro il ruolo dell'educatore!


Salve a tutti gente,

durante le mie giornate da neo educatore familiare m'è capitato spesso di riflettere su cosa rappresenti insegnare cosa è giusto da ciò che non lo è a mio figlio. Da quale fonte traiamo il giusto e lo distinguiamo dallo sbagliato?? Chi può assicurare il fatto che stiamo facendo bene oppure un danno??

Mi fanno paura quei genitori ed in genere le persone che procedono nella vita e nell'educazione dei propri figli senza alcun timore, dubbio o perplessità. Capita spesso di sentire persone emettere giudizi sommari e sentenze terrificanti con estrema facilità, cosa che mi fa rabbrividire e mi chiedo come diavolo fanno.

Che devo dire?? Mi piace come sono fatto, anche con tutti i miei difetti. Nella mia vita da padre preferisco procedere tra errori & correzioni, mi hanno insegnato che si impara di più dagli sbagli commessi piuttosto che da insegnamenti provenienti da esperti del menga. L'importante è possedere il giusto mix tra modestia, buon cuore, orecchie ben aperte e consapevoli che c'è sempre un buon margine dentro di noi per poter migliorare.

Queste considerazioni mi hanno portato a riflettere in questi ultimi giorni e mentre pensavo a cosa vorrei per mio figlio, mi sono ritrovato a ricordare eventi tragicomici della mia infanzia.

I miei genitori di estrazione Cattolico-Democristiana nella scelta della mia crescita educativo - moralistica, decidevano a loro insidacabile giudizio di mandandarmi all'asilo d'infanzia presso l'istituto delle suore del mio quartiere.
Il secondo giorno di frequenza all'istituto scoprivo a mio discapito che si trattava in realtà di un carcere punitivo e le "educatrici" di quell'istituto erano delle ex ufficiali delle S.S. mascherate da suore.

Tornavo a casa e le uova per la cena la mia mamma le scaldava direttamente dalle mie guance, rese roventi grazie al contributo di Suor Latrina Mano Pesante, che aveva una curiosa metodologia sull'educazione e l'apprendimento infantile...eh si che io da piccolo ero anche molto tranquillo. Fu così che sin dai primi anni della mia vita acquisii doti che neanche il più grande atleta del momento possiede: l'arte della fuga, il dribling secco e lo schivamento del ceffone in arrivo. A sei anni avevo una preparazione degna di un pugile professionista!


Maledizione personale: "Suor Latrina non te l'ho mai detto, ma tutte le peggiori disavventure che ti son capitate nel giro di un decennio sono gli accidenti che io ed i miei compagni ti abbiamo lanciato tutto questo tempo e spero non siano ancora terminate!"

La pausa pranzo la consumavamo dentro la grande sala mensa della nostra prigione che anticipava la pausa d'aria fuori nel cortile in cui potevamo finalmente dar sfogo alla nostra vitalità e curiosità infantile. Purtroppo la cosa non era facile visto che, per poterlo fare dovevamo:

1) Riuscire a smaltire totalmente le disgustose pietanze le quali 2 volte su tre erano rappresentate da: "pasta al sugo coi piselli" che io odiavo e al solito riuscivo ad eliminare con enormi difficoltà ed estrema lentezza

2) Far scomparire ogni possibile cibaria che le nostre mamme, incosapevolmente, amorevolmente ed abbondantemente riempivano i nostri cestini con cui arrivavamo ogni santo giorno all'asilo.


La mia di mamma si impegnava ogni santo giorno nella complessa e laboriosa produzione di "panini a base di frittata", il che spesso rendeva impossibile l'opera di smaltimento fisiologico ed ostacolava così la mia mezz'ora di aria & libertà con gli altri compagni di disavventura. Venivo pertanto confinato in quella tristissima sala mensa a soffire nel vedere i miei amici correre e giocare dietro l'enorme vetrata della sala.

Arrivò finalmente il giorno che, combattuto tra il rimorso di ferire l'orgoglio culinario della mamma e le sadiche torture di quegli avvoltoi dalle lontane sembianze umane, urlai a squarciagola cosa pensavo del famoso panino con frittata e fui almeno liberato di uno dei miei supplizi infantili.

Venivo portato all'asilo insieme a mia sorella, più piccola di me di un anno che riusciva, sin da quella tenera età, non so con quale abilità nascosta, a suscitare un senso di sensibilità e compassione in quegli ufficiali/carogna delle S.S.

Puntualmente all'ora di pranzo, pur rifiutandosi di ingurgitare le disgustose pietanze culinarie delle suorine, veniva presa con mano e accompagnata a mangiare direttamente in cucina. La vedevo sparire col sorrisetto beffardo ai miei occhi e dopo i primi giorni in cui mi preoccupai seriemente di ritrovarmela proposta a fette sopra di un piatto in qualche loro strana e curiosa pietanza, mi confidò in realtà di ciò che avveniva in quella misteriosa cucina.

Scoprii a malincuore che quelle carogne vestite di nero in realtà riservavano per il loro pranzo ogni prelibatezza possibile ed immaginabile, grazie ai contributi delle famiglie di noi bambini/cavie. Mi raccontava che aveva mangiato ogni popò di ben di dio: pollo, patate al forno, brodo di carne, ecc.... cosa che la spinse a rifiutarsi costantemente del pranzo ogni santo giorno del Signore. Lei però, puntualmente veniva accompagnata dentro la cucina, io invece rimanevo a scaldare la seggiola col mio panino alla frittata. Fu proprio a quell'età che cominciò a crescere in me una particolare avversione per le casacche nere ed un profondo senso anticlericale.

Consiglio spassionato: Se curiosamente e inspiegabilmente dovesse sorgere in voi il misterioso desiderio di invitarmi a cena, vi prego, niente pasta coi piselli ne tantomeno fittata, potrei avere strane reazioni verbali/distruttive.

Maledizione Personale n° 2: Suorine, da me avete avuto anche troppo, la mia libertà, la mia quiete, la mia infanzia, i miei soldi! Fosse per me il pollo tornerebbe sulle vostre tavole solo nei vostri sogni.

Le mie paradossali esperienze infantili però non terminano qui! Sarebbe stato troppo semplice. Uscito dall'asilo ebbi la paradossale idea che i miei supplizi fossero terminati e invece no! La scuola elementare mi appioppò un altro mostro: la maestra "Pantofoli" con la sua enorme cofana di capelli in stile torre etrusca, la faccia arcigna, i suoi abiti color trist-nocciola e la sua inconfondibile autovettura la "Daf modello 44" color nocciola.

Ricordo quando la vidi arrivare a bordo della sua spider mentre i miei genitori indicandola mi dicevano che quella era la mia insegnante. Sentii percorrermi un brivido freddo lungo tutta la schiena. Ricominciai così a schivare ceffoni, a driblare ripercussioni fisiche dietro a qualche legittima cappella scolastica.
In compenso la mia classe era la più forte nelle sfide calcistiche scolastiche, grazie agli allenamenti a cui ci sottoponeva l'ennesima carceriera di turno.

Di fronte al più piccolo errore grammaticale io e i miei compagni di classe tremavamo come foglie. Quando andava bene, la pena inflitta era la pubblica umiliazione, che consisteva nel venire strattonati per tutte le aule dal mostro marziano camuffato da mestra a rendere pubblico l'orrore grammaticale, così come quella volta che il nostro compagno si permise di mettere tre t nella composizione della parola "soprattutto".

Nelle altre stragrandi circostanze, le pene inflitte consistevano in pesanti scapaccioni o peggio scapezze da scarica elettrica sulla nuca, cosa che se venisse fatta oggi ad un alunno comporterebbe gravi responsabilità da parte dell'insegnante.

Maledizione n° 3: Carissima Pantofolai ti ho odiato con ogni centrimetro della mia pelle. Non è con il terrore piscologico o i ceffoni che un bimbo diventa educato o apprende più facilmente. Sei l'esempio umano del pessimo livello scolastico in Italia, non ho avuto mai modo di potertelo dire, approfitto di questo delirante blog più che altro per soddisfare un mio bisogno personale. Vecchi insegnanti che come te non hanno passione nella propria professione, dovrebbero avere il buon senso di lasciare il posto a giovani meglio preparati e invogliati. Purtroppo per "noi" alunni e per la fortuna di "insenganti" come te, c'è un ministro a cui questi concetti risultano completamente estranei (e infatti ti assomiglia molto).


Le mie vicissitudini infantili però, nel periodo delle elementari non terminavano di fatto qui. Grazie alla mia maestra scoprii subito il significato della parola "ingiustizia". Il trattamento riservato agli alunni infatti, non era identico per tutti, c'era chi, già allora, aveva la sua "corsia preferenziale" ed aveva un trattamento di favore.
Non tutti beccavano scapaccioni, c'è chi veniva trattato con i guanti e, difficile a dirsi, non era il più bello, non era il più intelligente, anzi il più brutto anatroccolo che si potesse mai pensare, tant'è che spiccava come una cacca nel mezzo di un prato fiorito in un giorno assolato di primavera.
All'inizio pensai che il trattamento fosse un atto dovuto nei confronti di un essere fragile rispetto alla normalità, un bimbo brutto, coi capelli crespi aalti come un cespuglio di ortiche, il suo aspetto gracile, sfigato, un pò thomas come ripetevamo tra noi amici, tanto da sollecitare in me una certa compassione e un'amicizia quasi obbligata.
Col tempo scoprii che non era nulla di tutto questo! Alla nostra amorevole maestrina arrivavano da parte dei genitori dell'orripilante anatroccolo, per la sua attenzione, dedizione e premura verso il ragazzo, bellissimi regali al suo domicilio. Fu così che iniziammo ad attaccarci di peso giornalmente a tutti i campanelli del palazzo in cui viveva e ad odiarlo sin dalle nostre più profonde viscere.

L'alimentazione di quell'astio però non accennava a diminuire anzi! Dovete sapere intrepidi e sconosciuti ipotetici lettori, che la mia insegnante fosse un'appassionata di recite scolastiche.
Il destino volle che poteva sfogare questa sua vena pseudo culturale grazie alla presenza di un piccolo teatrino parrocchiale del quartiere ove era la scuola. Così da parte dela Pantofola, oltre al supplizio fisico/culturale ci toccava sorbire pure quello pseudo-culturale.
Venivamo pertanto obbligati a prestarci in ignobili ridicole recite musicali, ora con un flauto tra le mani ora saltando allegramente vestiti da gnomi o pupazzi della foresta su di uno squallidissmo palco, dove al centro svettava la figura dell'allievo modello, ovvero il rachitico paraculato.

Ricordo in particolare una rappresentazione dove io ed altri eroici dissidenti ci eravamo rifiutati di zompettare cantando una ridicola canzoncina di natale, che vedeva secondo la regia diabolica della nostra maestra, al centro dell'attenzione il nostro "amico" comodamente seduto su un bob da neve, abbracciato alla bella compagna di classe dalla voce squillante.
Immaginatevi la scena e comprenderete meglio cosa intendo per "forme di ingiustizia sofferte sin da piccolo"... I compagni di classe dovevano saltellare gioiosamente attorno, intonando disgustose e sdolcinate canzoncine natalizie. Pertanto io ed altri piccoli eroi ci eravamo rifiutati e di conseguenza eravamo stati relegati in fondo alla scenografia a cantare.

Il gesto di ribellione attuato non aveva considerato l'elemento scenografico "effetto neve" affidato ad un idiota di proporzioni cosmiche che passò tutto il tempo a scaraventare chili di polistirolo sulla nostra testa. Tutta la recita non facemmo altro che sputare sul palco il polistirolo che avevamo in bocca e la sera trovai perfino nelle mie mutande....

La tortura della nostra insegnante però non si limitò soltanto alle recite. Erano gli anni del boom dello Zecchino d'Oro ed anche nel nostro paese era possibile fare delle selezioni per accedere al famoso programma. Secondo voi dove si svolgevano queste selezioni?? Come dite?? Al famoso teatrino della parrocchia della Chiesa del quartiere?? Ma bravi!!! E secondo voi da chi era composta la giuria obbligata a presiedere quello strazio canoro di giovani beoti pompati da euforici e deliranti genitori?? Eh bravi, dal sottoscritto!!

Nel suo sfrenato istinto nazista, infatti, la nostra insegnante ci ricattava di pesanti ripercussioni qualora non avessimo dedicato il nostro sacrosanto sabato pomeriggio a far parte della giuria in quel puzzolente teatro, anziché giocare a pallone nel campetto adiacente.

Per me il problema era amplificato al 2.000 x 1.000 visto che in linea d'aria, teatro, campo di calcio e casa mia erano l'uno a ridosso dell'altro, ovvero non avevo via di scampo!!!

Così passai i miei sabato pomeriggio d'infanzia ad alzare palette con dei numeri e a dare voti a bimbi-beoti-canterini, fino a quando un giorno non ce la feci più ed insorsi anche in quell'occasione. Smisi di alzare le palette dal 6 in sù. Fatto sta che con me i bimbi non avevano possibilità di arrivare sul palco nazionale dello zuccone dorato e tantomeno di sfondare come nuove voci canore. Ho il vanto di poter affermare di aver troncato la carriera sul nascere a nuove Cristina D'Avena e, che non me ne voglia a male, ci basta e c'avanza pure..

Sono venuto a conoscenza incidentalmente che ad una di queste manifestazioni sia capitata accidentalmente una bimba che ora risulta essere mia cognata. Su di lei i miei suoceri nutrivano forti speranze canore.....ecco.... pare che per l'occasione ci siano stati dei bimbi un pò bastardi con i voti...io però non me la ricordo, giuro!! :D

Più volte venni minacciato da genitori incazzosi che aspettavano la fine del programma per cazziarmi a dovere, io schivavo con grande esperienza e li giravo verso l'organizzazione della manifestazione rappresentata principalmente dalla mia insegnante la quale, devo dire la verità, non mi ha mai ripreso per le mie severe valutazioni...ci mancava solo quello!!

Fortunatamente la scuola elementare terminò e con essa anche le torture. Finalmente ero un uomo libero; bimbo non lo ero più. Fu così che giunto a frequentare la scuola media, sfogai anni di reclusione e ceffoni completamente gratuiti con una ribellione irrefrenabile ed una scarsa dedizione agli studi scolastici. Non voglio accampare scuse ma, buona parte della responsabilità è da addossare a queste strane rappresentanze femminili nel campo dell'educazione infantile.

Il Tempo passa, si cresce e si matura ed un pò col tempo sono migliorato, giuro! Sono riuscito nel frattempo anche a rubare una laurea, con enorme dispendio di energie non sempre dedicate allo studio e tutto questo per merito mio.

Nel bagaglio di esperienze personali da sfruttare nell'educazione di mio figlio ho poche certezze, ma tanto bastano per poter iniziare:

1) Escludere a priori istituti scolastici gestiti da suorine o dal clero in genere.

2) Analizzare attentamente l'aspetto e la forma della futura insegnante elementare di Little.


Non sembra ma...la prima impressione spesso è quella giusta! Quando una persoa non vi piace, occhio!!

P.s.- Ogni riferimento a nomi o circostanze potrebbero sembrare appartenere a persone vere, ma vi assicuro che la cosa è quasi completamente casuale. Se qualcuno dovesse ritenersi offeso dal resoconto di ricordi infantili qui riportati, dovrebbe prima di tutto fare un esame di se stesso e darsi un voto, il più onesto possibile e senza possibilità di appello!



Saluts
Superfly

giovedì, febbraio 26, 2009

A noi il Festival di Sanremo ha fatto cagare!


Salve a tutti gente,

questa è la considerazione di un papà altamente preoccupato per l'educazione del proprio fiogliolo.

Essendo il primo figlio della famiglia mi trovo spesso in situazioni di imbranataggine panicomica e procedo per tentativi ed errori.

Sono orgoglioso di affermare che l'educazione musicale procede a gonfie vele tant'è che il piccolo cominciava a battere il piede a tempo, all'ascolto di brani dei Clash o dei Jam. Questo fino a qualche settimana fà prima dell'arrivo dell'elemento disturbatore...il festival di San Remo, la canzonetta italiana. Improvvisamente mi ritrovavo a tappare le orecchie al bimbo per non mandare a puttane il lavoro di 2anni!

Una nonna, sfatta & rifatta (male) che al microfono confessa spudoratamente le sue fantasie erotiche (UUuuhblearrch!!) e ha il coraggio pure d'incacchiarsi perchè qualcuno ci ironizza sopra!! Incredibile, ma dove è finito il senso del pudore???
Per carità ci risparmi questa tortura signura!
Non ci credete?? Evidentemente avete un certo ritegno, e me ne compiaccio e non vedete quei programmi spazzatura alla tv. Bene, tirate un sospiro e preparatevi ad uno spettagolo terrificante, guardate quà che livello può raggungere la Tv di Stato!!! http://www.youtube.com/watch?v=q4ixxHtP8QI&eurl=http://www.tvblog.it/post/12887/zanicchi-ti-voglio-senza-marciare-su-finte-polemiche

Ecco, poi t'arriva uno sposini che ti afferma che è la canzone più bella del festival, si quanto la sua carriera, peccato che il pezzo, lo stesso cantato dalla casalinga di Voghera, fosse stato scartato già ben 2 volte allo stesso Festival di San Remo, allora presentato da un'altra cantante, Fior D'Aliso. Ecco, sentir parlare di sesso da parte della seconda avrebbe forse migliorato la sensazione, ma a pensarci bene, neanche più di tanto.. Fatto stà che si fà tanto clamore per un pezzo che è una gran cagata e lo ascolterei solo se avessi la certezza sui suoi effetti lassativi in un particolare periodo stitico della mia vita....forse...come ultimo rimedio.

Ma la casalinga di Voghera, che non sa cosa sia la vergogna, non si ferma qui, eh no! Ieri mi ritrovo a leggere un suo commento sulla rete, della sua partecipazione a quell'inqualificabile programma di Emilio Fede "Password" dove ha dichiarato:
“E’ normale che noi che non siamo di sinistra dobbiamo subire delle ingiurie peggiori e non dobbiamo reagire?”

Ecco...ora basta, sei la riprova del fallimento della democrazia in questo paese. Finiscila di accodarti come quelli del partito che rappresenti, in quella ipocrita situazione difensiva di vittimismo. Considera che di politica non c'hai mai capito una mazza mentre invece di cucina si. Hai una certa età, hai fatto i soldi con un'onesta carriera di cantante, lascia il posto a chi è più giovane di te, accudisci i nipotini e fagli qualche dolcetto.

Sospirando per il pezzo che era terminato, toglievo le mani dalle orecchie del piccolo ma ahimè incappavo in un altro pseudo artista non di sinistra, che una volta parlava di uccelli, poi dei versi dei bimbi, ora "canta" della versione aggiornata del ritorno del figliuol prodigo in famiglia dopo aver superato l'inferno della omosessualità!

E son ripartito a rimettere le mani sulle orecchie del piccolo! Eccheccazz... in così poco tempo, sputtanato il lavoro di anni, n'altra volta.

Ebbravo poveria, in così poco tempo hai suscitato in me una marea di sensazioni, negative: disgusto musicale, ipocrisia, egocentrismo, opportunismo, ecc......
Come esempio negativo non c'è male.

Ora però, a seguito dell'ascolto della tua canzone, mi sorge un problema che non so risolvere, caro Bonvia (ma come cacchio sichiama questo??). Ho un amico che si chiama Luca. Non era gay, o per meglio dire ha lottato tutta la vita per accettare il fatto di essere omosessuale. Nel frattempo si è reso conto di aver fatto un casino, deve confessare ad una ragazza con cui è stato diversi anni che per lei nutre molto affetto ma non amore, deve sconvolgere le aspettative dei suoi genitori che lo vedevano già sposato con prole e deve fare i conti con una una realtà sociale che il diverso lo confina e non lo accetta. Finalmente aveva deciso di accettare il suo essere diverso, di fare delle scelte difficili, coraggiose ma oneste.
Ora, dopo la tua canzone, le pressioni dello Stato Clericale e varie, chi cacchio glielo dice al mio amico cosa deve fare?? Tu Ponvia?? Ma fammi il piacere!

Rinnovo il mio appello! Se amate la cultura, la musica, l'arte, spegneteli. Staccate la spina del Televisore, fate in modo che questi mostri tornino nel loro anonimato!

Saluts
Superfly

mercoledì, febbraio 25, 2009

La Donna della Tua Vita












E non sai più quello che sei

e non sai dove vai

non ti ricordi quel che vuoi

e pensi sempre e solo a lei,

che ti confonde e ti capisce,

donna dalle tua vita,

e qui derisce e là guarisce,

donna che vive la tua vita.


(Paolo Conte)

http://www.youtube.com/watch?v=_wbDBARLtwY&eurl=http://www.tsrocks.com/p/paolo_conte_texts/la_donna_della_tua_vita.html

martedì, febbraio 03, 2009

Un sabato mattina, sabato italiano


Salve gente,

non crederete mai alla storia che sto per raccontarvi. Tutto è iniziato l’ultimo fine settimana, per la precisione il sabato mattina scorso. Ogni lavoratore adora il venerdì sera perché spalanca le porte al tanto desiderato, sperato fine settimana di beato riposo. Un sabato che si presentava gentile, tranquillo con un inatteso e timido sole che ci faceva sperare in una vera e propria giornata di pace familiare e invece….

Avevo letto da qualche parte, mie lontane e confuse reminescenze scolastiche, che verso questo periodo le giornate si allungano. Diminuiscono le ore di buio e aumentano quelle con il sole…..quando decide di uscire. Ogni tanto, qualche raro raggio di sole torna a far visita tanto per ricordare a noi comuni mortali che c’è ancora e proprio per l’occasione, qualche curioso essere umano esce dal suo letargo, dalla sua piccola tana per far visita a noi umani, alla ricerca di calore ed affetto.

I primi in questo senso sono i famosi Testimoni di Geova, che puntualmente suonano il campanello del portone di ogni abitazione quando hanno la certezza di trovare gli inquilini, ossia il sabato o la domenica mattina, giornate in cui si può dormire qualche ora in più.

Fu così che mi ritrovai quel sabato mattina in pigiama con un occhio semi aperto e con un ciuffo di capelli dritti in testa a parlare con un perfetto sconosciuto del perché avessi appiccicato sul campanello della mia casa, non uno, bensì due adesivi sul “Se sono testimone di Geova, non devo disturbare!”



Avevo fretta, troppo fretta per poter disquisire per citofono sui grandi perché della vita, mi urgeva di più quello sul “che cacchio aspetti a spegnere il gas sulla caffettiera che è mezz’ora che borbotta, che poi si stufa versa il contenuto sui fornelli, poi te la sbologni te la consorte che s’incazza”, così decisi semplicemente di aprire e farlo accomodare, tanto lo avrei stancato con la mia tecnica infallibile, quella che uso sempre con la consorte, lo “stacco dell’apparato audio e di qualsiasi connessione cerebrale”.

Non so se ci avete fatto mai caso ma i Testimoni di Geova si riforniscono probabilmente tutti dallo stesso negozio di abbigliamento e sono accomunati dallo stesso terrificante gusto estetico, o se preferite curioso gradimento in fatto di eleganza. Completi neri stile “Blues Brothers” o “Campo verde in primavera” con cravatte floreali estremamente fantasiose su sfondi ultra colorati tipo arancio, verde, lilla.



Aprendogli la porta di casa ho avuto paura che nel caffè fosse finito qualche prodotto delle pulizie della moglie e fossi già in stato irreversibile di overdose, prima di capire che erano i veri colori che quell’uomo aveva deciso di mettere indosso terrorizzando qualsiasi essere umano avesse incontrato per strada.

Cominciò subito a vomitarmi una serie di massime sui grandi perché della vita e io cominciai ad annuire con la testa come faccio con la moglie quando mi propone i suoi quesiti giornalieri. Crollai di nuovo sulla mia postazione mattiniera, davanti alla Tv accesa e alla mia tazzina di caffè fumante, in attesa di un desideroso risveglio psico-fisico e il raggiungimento di uno stato motorio quanto meno accettabile, cosa che mi avrebbe consentito poi finalmente di sbattere fuori il tizio brutalmente.




I miei intenti però purtroppo furono subito fermati di nuovo dal suono del campanello di casa. Di nuovo pensai, e ora chi diavolo è?? Guardai al video citofono sempre col solito occhio semi aperto e riconobbi il piccolo e buffo prete della Chiesa del quartiere. Noooooooooo e questo ora cosa vuole?? La mia solita curiosità mi spinse a rispondere.




Il Sup: “Don?? Cosa posso fare per lei??”




Don: “Ho visto che nella sua casa è entrato un testimone di Geova e vorrei entrare anch’io, già son preoccupato che non vi vedo mai in Chiesa e ora ci manca solo che passi di là!”




Io: “Là??”




Don: “Si là, dalla concorrenza! Ti prego fammi entrare che ci penso io ora a quello lì”

Cercate di scusarmi cari lettori, ma io odio il caffè freddo, per me quello del caffè è un rito sacro! Ci tramandiamo di generazione in generazione la famosissima regola delle 3 C , ossia il caffè deve essere:







1) Carico.




2) Comodo.




3) Caldo.




Così aprii la porta di casa anche al Don che varcando la soglia incontrò lo sguardo del Testimone. Fu una scena già vista, che mi ricordò tanto il famoso mezzogiorno di fuoco. I due si scrutarono con ferocia, sfida, determinazione ed iniziarono le loro disquisizioni sfidandosi sul sacro terreno spirituale, passando da un sequel western a quello più attuale e futuristico di Guerre Stellari.

Io ripresi a bere il mio caffè. L’effetto sveglia tardava ancora ad arrivare e non mi accorsi che quello scontro santorum si sarebbe concluso con un’unica vittima, ossia io.
Cercai di intervenire per rendere un clima più cordiale e tentare di dissolvere quella nube di ostilità che fluttuava nell’aria della mia cucina sconvolgendo un apparente tranquillo sabato mattina.



Il Sup: “ma poi il Mons. Melingo è rimasto da voi o è passato alla concorrenza del Genoa?? Certo è che secondo me già s’è pentito d’essersi sposato, eh Don?? Ha visto che piazzata che gli ha fatto la massaia coreana, ah ah ha…vabbè”

Improvvisamente notai che i due interlocutori benedetti dallo spirito santo, non trovando tra loro un vincitore, si erano coalizzati entrambi contro di me e mi scrutavano con i loro occhi tra un misto di critico, feroce. Il Don scagliò la sua mossa che mi trovò impreparato: “Ma tu, domani, che intenzioni hai? Vieni a messa o vai da questo qui??”

Il sudore cominciò a scendermi dalla fronte, balbettavo e cercavo nella mia testa una risposta che potesse farmi prendere un po’ di tempo, ma l’unica cosa che mi veniva in mente era la formazione dell’Inter dei record, quella del buon Trapattoni. Provai a blaterare qualcosa..



“ehmn…sse, proprio l’altro giorno ci stavo pensando con mia moglie che…poi abbiamo una zia che s’è fatta suora eh!”

Fui salvato improvvisamente dal campanello di casa che squillò tempestivamente, salvandomi da una imbarazzante e inaspettata situazione. Tirai un sospiro di sollievo e corsi al video citofono per vedere il volto del salvatore, ma anche chi cazzo era tutta quella gente che quel sabato mattina aveva deciso di darsi appuntamento a casa mia.
Humn…pessima giacca, cravatta terrificante, mi girai verso il Geovano: “Aspetta colleghi??”

Il Testimone: “no oggi son solo, il collega aveva la partita di calcio del figliolo”

Io: “ecco e non poteva tentare di raccogliere pecorelle smarrite in un campo di calcio piuttosto che da un letto caldo?? Si chi è??”

Scusate carissimi e assidui lettori se spezzo qui il resoconto di una tragica mattinata ma devo fare una piccola premessa. Dovete sapere che la mia suocera ha fatto un regalo bellissimo a tutte e due le sue figliole. Quando la sentii esordire così una domenica, sentii la testa elaborare tutta una serie di eventi per me felicissimi:

1) Cazzo c’ha regalato un viaggio




2) Ci tiene i figli per un mese di fila evvai si ciula




3) Ha fatto bingo ed è miliardaria e si divide il malloppo

E invece…….




Lazy Girl: “Ci ha regalato il Folletto!”

Il pensiero del Sup.: “eccheccazzo!”

Lazy Girl: “Ma che non sei felice?? Perché fai quella faccia??”

Il Sup.: “No, è che son commosso!”


Perché questa premessa?? E secondo voi chi era a suonare al campanello di casa il sabato mattina se non il tecnico del folletto per la dimostrazione pratica di come funziona l’aspirapolvere??
Quanto sentii quelle parole: “sono il tecnico del folletto” non riuscii a trattenermi ed anche di fronte al ministro di culto e alla concorrenza mi lasciai scappare un: “eccheccazzo ma porc..xxx!”




Il Don mi catechizzò li sul posto con un rito abbreviato e mi condannò a 10 ave maria 50 pader nostro.



Riuscii a farli fuggire dopo aver offerto a tutti il ciambellotto di mia moglie. Una via di mezzo tra una ricetta locale e un esperimento di scienze della 3° media. In compenso rimasi col tecnico del folletto, così per disperazione passai al 2° caffè.





Fui salvato in angolo dall’arrivo di un’euforica consorte desiderosa di apprendere le segreti tecniche di utilizzo della mitica scopa Folletto.

Uomini, tremate le consorti si sono attrezzate!



Ma voi ci credete a quello che vi racconto?? Mah!





Saluts
Superfly

martedì, gennaio 27, 2009

"Her Morning Elegance"

Sottotitolo: "Donne, non si potrebbe vivere senza di loro"

Salve gente, oggi voglio dedicare il video e la relativa bellissima canzone di Oren Lavie a tutte le gentil donzelle, in primis alla mia amatissma Lazy Girl!

Donne, che vita sarebbe senza di loro??


....humn...certo le partite la domenica sera in tv si riuscirebbe a vederle, la partita a calcetto con gli amici pure, il pokerino del giovedì sera, le sbornie, i concerti.... :rotfl

http://www.youtube.com/watch?v=2_HXUhShhmY&eurl=http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=36682514&postID=8512680662385140150

Oren Lavie - Her Morning Elegance

Sun been down for days
A pretty flower in a vase
A slipper by the fireplace
A cello lying in it's case


Soon she's down the stairs
Her morning elegance she wears
The sound of water makes her dream
Awoken by a cloud of steam
She pours a daydream in a cup
A spoon of sugar sweetens up

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
As it pours
And she fights for her life
As she goes in a store
With a thought she has caught
By a thread
She pays for the bread
And She goes...
Nobody knows

Sun been down for days
A winter melody she plays
The thunder makes her contemplate
She hears a noise behind the gate
Perhaps a letter with a dove
Perhaps a stranger she could love

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
As it pours
And she fights for her life
As she goes in a store
With a thought she has caught
By a thread
She pays for the bread
And She goes...
Nobody knows

And She fights for her life
As she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
As it pours
And she fights for her life
Where people are pleasently strange
And counting the change
And She goes...
Nobody knows


Saluts
Superfly


venerdì, gennaio 23, 2009

A Guide To Love, Loss & Desperation

Sottotitolo: "Consigli per padiglioni auricolari sofisticati"

Salve gente,

Per la serie "educhiamo correttamente le nostre orecchie", oggi voglio suggerire una serie di dischi che meritano attenzione e rispetto.


Se ultimamente vi capita di sentirvi scarichi, annoiati, depressi e siete alla ricerca di una bella carica di energia, di un pò di adrenalina,oppure se alla guida dela vostra auto siete incappati in qualche radio locale che vi ha schiantato i maroni con robaccia proveniente da gente come la Neocatecumenale Pausini, il Ferro arruginito, lu Nekkato e i Pupazzetti Isterici della DePilippi, non vi resta che fare una cosa, depurare i vostri padiglioni auricolari con del sano R&R. Meglio se si tratta anche di qualcosa di nuovo.


Non disperate, a porre rimedio c'è per voi il Sup, con una serie di dischi che vi aiuteranno a recuperare lo stato ideale che andate cercando. Tra cose nuove e meno nuove ecco una serie di gruppi che vi soddisferanno, garantisco io!








I Kings Of Leon - hanno da poco pubblicato il loro nuovo cd, che sinceramente non mi ha esaltato un granché , probabilmente perchè nelle orecchie ancora ho vivo il ricordo del loro primo disco "Youth and Young Manhood" che è a dir poco sublime. Bellissime canzoni per un rock che ricorda il sound degli anni 70. La voce di Anthony graffia quanto la chitarra di Cameron. Un sound semplice e nudo con qualche influenza blues a far presenza. Stiamo parlando di una bella realtà e non un frutto di case discografiche che appiccicano quattro pupazzetti insieme perchè sanno suonare bene. Si tratta infatti di una band formata da tre fratelli ed un cugino, provenienti da Mt. Juliet un paese nel Tennessee, come avveniva ai bei tempi del R&R.



The Raconteurs - "Broken Boy Soldiers" è un album me-ra-vi-glio-so, che nasce da un progetto che vede come promotori Jack White, membro dei ben noti White Stripes e l'amico cantautore Brendan Benson. A completare la band ci sono Jack Lawrence e Patrick Keeler, rispettivamente bassista e batterista dei Greenhornes, gruppo garage rock di Cincinnati. Il risultato è sublime. Rock anni '70 anche in questo caso, con la chitarra come protagonista, cori e un tipudio di suoni a rendere perfetto il risultato finale. I ragazzi, felici del risultato si sono incontrati nuovamente dando vita al loro secondo cd "Consolers of the Lonely", uscito nel marzo 2008 e caratterizzato dal meraviglioso singolo d'accompagnamento Salute Your Solution.





The Wombats - "A guide To Love, Loss & Desperation" - Fantastico il titolo e altrettanto sorprendente il disco. A sentirli e a vederli mi ricordano i Cure e secondo me, anche qualcosa dei gloriosi Clash. Un Punk/rock energico, vivo e salubre per bellissime ritmie. "Angli" anche loro, in quanto provenienti da Liverpool, il fantastico trio è composto da Mattew Murphy - voce, chitarra e tastiere, Dan Haggies alla batteria, e un importato norvegese, Tord Øverland-Knudsen al basso.



Che dirvi di più se non di correre ad ascoltarli e salvare così i vostri padiglioni auricolari dalla solita merda commerciale spalmata generosamente da radio&Tv?? Mandateli a cagare e cominciate a rispettare il vostro impianto umano-auricolare, cribbio!



Saluts

Superfly

venerdì, gennaio 16, 2009

My Shoes




Sottotitolo: "Un nuovo paio, possibilmente comode, robuste e che tengano per diversi chilometri, grazie! "



Salve Gente,
nella mia vita di strada ne ho fatta parecchia, sicuramente c'è chi ne ha fatta molta più di me, ma non è questo il punto della riflessione di oggi. Penso che non sia la quantità ad essere importante, o a fare la differenza ma il fatto di essere sempre in movimento. Nella vita, non mi stancherò mai di esserlo, o almeno spero e credo che sia il miglior augurio che si possa fare ad una persona.


Come dite?? Perchè do tutta questa importanza al movimento??




Perchè sono le gambe che ci consentono di scoprire posti nuovi, città lontane, di conoscere persone nuove che con la loro cultura e il loro fascino non possono che arricchire il nostro "zaino personale" che abbiamo a tracolla, che altro non è che la nostra vecchia carcassa.


Corro, ergo sum




La moglie mi dice che in realtà io non cammino mai, corro. Secondo lei non so passeggiare, so solo "andare di fretta", come se avessi paura di perdermi uno spettacolo, o fossi sempre in ritardo ad un appuntamento.






Il tempo vola via veloce, sono consapevole di questo e, inoltre, sono estremamente curioso, di conseguenza non posso che andar di fretta, ho ancora molte cose da scoprire, persone da conoscere, luoghi da visitare.

Inevitabilmente le mie scarpe risultano essere spesso logore, usurate, sdrucite, a tal punto che alla fine non resta che dirgli addio! Vi assicuro amici, che la cosa è per me veramente dolorosa.

Ogni paio mi ricorda un evento significativo, un posto visitato, un particolare periodo della vita, un incontro importante.



Tra l'altro sono tra quelle persone convinte del fatto che anche le cose possiedano un'anima, quindi mi risulta davvero brutale poi separarmene dopo che per tanto tempo mi hanno tenuto compagnia e mi han permesso di fare tanta strada!


Sono una buona compagnia, non vi contraddicono mai in ogni vostra opinione, non borbottano e sono ligie al loro dovere, portarvi a zonzo!

Ora capirete meglio perchè una delle mie passioni è la corsa. Fare tanti Km in compagnia solo di un buon paio di scarpe!


Tant'è che io con le mie scarpe ci parlo. Si, è vero, ci faccio conversazione come fossero un compagno di viaggio e quando la corsa non và per il verso giusto chiedo loro spiegazioni o suggerimenti! :D


Fatto stà che dopo tante uscite, corse e passeggiate...le mie scarpe inevitabilmente cedono e a quel punto non resta che dire addio, cosa che io tendo a rimandare il più a lungo possibile.




A quel punto si instaura una vera e propria guerra con la consorte. Lei, nella sua irrefrenabile smania legata alla pulizia della casa distrugge e getta tutto ciò in cui si imbatte che non rientra nella sua concezione di ordine domestico!




Fortunatamente il fenomeno è ciclico e abitando ormai da alcuni anni con la mia dolce metà, so riconoscere in anticipo l'arrivo dei primi sintomi. Questo mi concede l'opportunità di intevenire tempestivamente per cambiare il domicilio delle paia di scarpe da running logore a cui sono maggiormente affezionato.

A volte la cosa riesce, a volte no... e a quel punto bisogna negoziare col "nemico". Sacrificare un paio, mantenendo in vita le altre e...procedere all'acquisto di un nuovo paio.



Pare che io ultimamente ne abbia urgente bisogno!





Woke up cold one tuesday,
i'm looking tired and feeling quite sick,
i felt like there was something missing in my day to day life,
so i quickly opened the wardrobe,
pulled out some jeans and a T-Shirt that seemed clean,
topped it off with a pair of old shoes,
that were ripped around the seams,
and i thought these shoes just don't suit me.

Hey, I put some new shoes on,
and suddenly everything is right,
I said, hey, I put some new shoes on and everybody's smiling,
it so inviting,
Oh, short on money,
but long on time,
slowly strolling in the sweet sunshine,
and i'm running late,
and i don't need an excuse,
'cause i'm wearing my brand new shoes.

Woke up late one thursday,
and i'm seeing stars as i'm rubbing my eyes,
and i felt like there were two days missing,
as i focused on the time,
and i made my way to the kitchen,
but i had to stop from the shock of what i found,
a room full of all my friends dancing round and round,
and i thought hello new shoes,
byebye them blues.

Take me wondering through these streets,
where bright lights and angels meet,
stone to stone they take me on,
im walking to the break of dawn.

Take me wondering through these streets



Saluts
Superfly



Ps - il video della canzone citata qui sopra andate a vedervelo sulla colonna di destra, nell'elenco di you tube quando compare nella lista il Nutini. Avrei potuto pubblicare il video che mi sono scar..hugh..comprato, ma avrei avuto grane con la pubblicazione! :D

sabato, gennaio 03, 2009

Anno nuovo, al bando i buoni propositi!


Salve a tutti gente,

è entrato il 2009 e come tutti gli anni si riparte da quella serie di buoni propositi che ognuno di noi si propone di osservare per il nuovo anno.

Bene, lo farò anch'io e come promesso sarò più cattivo, schietto, tagliente e anche un pò stronzo rispetto a quanto lo sia stato nel 2008!

Come dite?? Ecco ricomincia?? E che posso farci io se mi ritrovo a vivere in un Paese di beoti?? E' logico che mi si ingrossa il fegato, mi girano le palpebre e ricomincio con le mie imprecazioni.

Per il nuovo anno ho in mente un progetto: Quello di mandare almeno quattro grossi Vaffanculo al mese!

Pare faccia bene al fegato e all'umore, me lo ha consigliato il mio dottore. Per cui iniziamo subito!

Durante il riposo tra un'abbuffata culinaria - natalizia e l'altra, mentre davo un attimo di tregua al mio povero corpicino, abbandonandomi sfinito sul divano di casa della suocera, mi ritrovavo a fare del zapping alla tv.

1) Tra i vari orrori che mi son ritrovato a guardare, un paio mi hanno fatto letteralmente "sbroccare" e mi son ritrovato ad imprecare dinanzi alla televisione.
Il primo orrore: Il passaggio di Chiambretti a Mediaset....


Ma come?? ma chi?? ma chicaxxo?? Valori come la coerenza, l'orgoglio, l'amor proprio, il senso della dignità certa gente non sa proprio dove stanno di casa??

Ma stiamo parlando del critico di estrazione comunista Chiambretti?? Quello con la battuta tagliente?? Passa alla Mediaset?? Naaaaa, nun ce credo! Ma stiamo parlando di quello che lavorava a Rai Tre, l'unica rete di sinistra rimasta ancora in vita?? Ma nooooo!

E invece si, e poco dopo passano le immagini della futura sigla del programma con vecchie foto in bianco e nero che accostano il Chiambretti, ex intrattenitore critical-comunist-chic ora giullare di corte, con Berlusconi Cabarettista e Fedele Confalonieri pianista. A quel punto il fegato non ce l'ha fatta più e m'è tornato su tutto, panettone compreso.

Ancora incredulo della cosa, il giorno vado a leggere i commenti dello show 1/2man. "Eppure ci son più comunisti qui che a Rai Tre" .... a bene e quindi ti trovi a tuo agio eh?? Se è per questo ce ne sono molti altri in fabbrica e io quasi quasi ti ci manderei!

Chi ha il "potere mediatico" di piacere alla gente ha un dovere morale: non deludere i propri spettatori. Per cui caro nuovo giullare di corte, 'afangul!

2) Questa però non è stata l'unica mostruosità che mi son ritrovato a guardare in tv, in realtà ce n'è un'altra molto peggio: la sigla degli auguri di buon natale da parte di tutto il cast di mediaset. Ci sono davvero tutti, perfino i due matusalem vianello-mondaini che fra un pò li vedremo schiattare in diretta davanti alle telecamere.


E' disarmante lo spettacolo. Assomigliano a tante marionette manovrate (e ultrapagate), tutte dalla stessa persona e, come le marionette, fanno qualsiasi cosa. Dulcis in fundo il Chiambretti che chiude le tende del penoso spettacolo....

Li ritrovi tutti in quel circo. I critici delle iene, la coppia di tele sogno CiccioCostanzo-OmoDePilippi, pseudo giornalisti impegnati e tutti suonano i loro bei strumenti con il sorriso sul volto. E' natale e dobbiamo essere tutti più felici e possibilmente spendere, come suggerisce il padrone, gli ultimi spiccioli rimasti in tasca.

Con la visione della sigla mi si ripropone pure la colazione e a quel punto parte a seconda imprecazione.

3) Salto sulla rete di stato sperando in uno spettacolo meno orribile e trovo la pubblicità della prossima edizione di "Ballando sotto le stelle"

Sapete, la mia meravigliosa consorte è stata ballerina professionista. Svettano in bella mostra su di un armadio in casa della suocera i suoi numerosi trofei. E' una passione che ancora la attira, così mi soffermo anch'io sul programma e spesso ci ritroviamo a guardalo ed a commentarlo assieme....maaaa..come, ma chi, machicaxxo hanno invitato??

Emanuele Filiberto di Savoiaaaa??? Ma chi?? Quello che ha chiesto la restituzione delle "sue" proprietà alla Repubblica italiana?? Ma caxxo, e lo invitano pure?? E lo trattano bene perfino!!

Chi c'è?? Pure la Vezzaaali??? Quella che si lamentava sulla mancata detassazione dei premi olimpionici?? Ma come?? Non era proibito a degli atleti che fanno parte delle forze armate di partecipare a trasmissioni televisive?? Aaaah basta che si dicano puttanate e tutto è lecito! Certo è che la Gran Bassi non se lo farebbe toccare il di dietro dal presidente del consiglio, quindi....

Infine un ex scarso giocatore di calcio, scarso anche come anchorman e ora pure come ballerino che ha fatto dell'ignoranza, la prepotenza, l'arroganza, la sua "forza mediatica"

E io ora dovrei pagare il canone??


Eppure tutta questa spazzatura televisiva, non ci crederete, un proposito buono me lo suggerisce e voglio attuarlo, anzi farò di più, voglio rendervi partecipi della cosa e magari che aderiate anche voi: Spegnete la televisione!

Uscite di più la sera, andate a teatro, al cinema, o se fuori piove e fa freddo, leggetevi un bel libro la sera dinanzi al camino di casa, ma la tele, quella, non riaccendetela più!

Ps- non mi sono dimenticato! Manca il quarto vaffanculo. Se vi siete soffermati su questo delirante blog avrete notato in alto a destra un piccolo sondaggio legato alla sua eventuale permanenza in vita. Bene, ho scoperto di avere pochi lettori ma buoni e la cosa mi rallegra.

Mi son sempr trovato bene con il "meglio pochi ma buoni", solo uno strunz s'è espresso in maniera contraria a cui faccio una particolare dedica:

"che ti possa piogliare un attacco di diarrea nel centro della piazza cittadina in un giorno di festa e frequentatissima da persone a passeggio, proprio quando gli esercizi pubblici, muniti di servizi igienici, hanno deciso di scioperare e rimanere chiusi. Nel frattempo realizzi che l'unica cosa a disposizione per poterti pulire è la ricevuta dell'ultimo prelievo in banca che ti suggerice che sei in rosso perchè qualcuno nel frattempo ti ha clonato la carta e t'ha riulito il conto corrente!

Ecco, ora sto meglio. Sono in piena forma.

Au revoir
Superfly